La complessità del senso
19 11 2017

Cuori

film_cuori.jpgCoeurs
Alain Resnais, 2006
Sebine Azéma, Laura Morante, Isabelle Carré, Pierre Arditi, André Dussollier, Lambert Wilson.
Venezia: Leone d’Argento regia.

Dove la volgarità non è di casa. Dove la parola e la lingua mostrano il loro gioco con discrezione e senza falso pudore. Dove il sorriso viene dall’interno e non cancella il percorso della coscienza. Dove il tempo dell’inquadratura non ha fretta e non concede un fotogramma al senso della sequenza. Dove il vuoto dei cuori non è uno scherzo e non è in vendita. Dove la Nouvelle Vague non ha 60 anni, ovvero li ha tutti: in quanto cinema a venire. Dove la commedia inglese (Alan Ayckbourn, “Private fears in public places”) si fa francese nel corpo degli attori e per mano del regista. Ormai lontano dall’astrazione dei primi flm (“Hiroshima”, “Marienbad”, “Muriel”), Resnais, 84 anni, sembra voler dare anche maggiore sostanza al paradosso di “Smokink no smoking”, entrando con strabiliante disinvoltura nel corpo vivo d’una commedia, le cui profondità non intaccano la leggerezza del tocco. I sei personaggi vivono alcuni temi della nostra società, evoluta e primitiva, elegante e rozza, prigioniera – in definitiva – del filo sottile che tutto regge senza alcuna promessa di verità. In ogni momento della giornata, al di là o all’interno dei miti nascosti, cresce il mistero di una qualche bugia.

Franco Pecori

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1 dicembre 2006