La complessità del senso
23 09 2017

Un’ottima annata

film_un_ottima_annata1.jpgA Good Year
Ridley  Scott, 2006Russell Crowe, Albert Finney, Marion Cotillard, Abbie Cornish, Tom Hollander, Freddie Highmore.

Si dice del vino, quando la vendemmia è buona e il risultato finale è giusto: un’ottima annata. Qui la vigna è più un parametro letterario che un oggetto realistico. Ma funziona proprio per questo. Quando un inglese (Max/Crowe) si incattivisce nello spietato esercizio del brokeraggio finanziario fino al punto di risultare gelido anche a se stesso, o lo si lascia al suo destino, con altrettanto distacco, o si cerca l’altra faccia del dramma, che non può che essere interiore. E per Max, interiore vuol dire Henry/Finney, il vecchio zio che lo affascinò nell’infanzia, accogliendolo nel suo vigneto in Provenza, contraltare della cinica Londra. Quella vigna, ora, tocca a Max in eredità. Venderla? Certo non è una fonte di soldi come può esserlo la Borsa. Ma quando Max trova il tempo di volare in Provenza ed entra nelle stanze polverose della vecchio castello di campagna, qualcosa succede dentro di lui. C’è Fanny/Cotillard, una barista che lo attira e c’è Christie/Cornish, la cugina che viene da lontano. C’è un’atmosfera un po’ gialla, che però, stranamente, intenerisce il cuore. Max non è più tanto sicuro di sé. Forse non tornerà a Londra. E sarà proprio il fascino, letterario, della campagna e del vino a decidere. A volte, succede che un vino “da garage”, senza nobiltà, venga smerciato ad altissimo prezzo. Ma non è il caso di Max, lui può risalire a quando era ragazzino ed Henry gli metteva sotto il naso diversi bicchieri di rosso, da indovinare. Così, la vigna, da concetto rientra in sé, si fa corpo, scelta di vita. Ridley Scott si diverte con finezza, come in una vacanza, con l’aiuto di Russell Crowe, non più gladiatore.

Franco Pecori

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15 dicembre 2006