La complessità del senso
20 11 2017

Il viaggio di Jeanne

film_ilviaggiodijeanneLes grandes personnes
Anna Novion, 2008
Fotografia Pierre Novion
Jean-Pierre Darroussin, Anaïs Demoustier, Judith Henry, Lia Boysen, Jakob Eklund, Anastasios Soulis, Björn Gustafsson.
Cannes 2008, Semaine de la Critique.

Albert (Darroussin), bibliotecario francese di 46 anni (ma ne dimostra 60), è un padre amoroso, cura da vicino la formazione culturale di sua figlia Jeanne (Demoustier), 17 anni. Proprio per il compleanno la conduce in Svezia, a visitare l’isola di Styrsö. Timido e un po’ infantile, l’uomo è munito di un metal detector col quale cercherà le tracce del tesoro di un mitico vichingo. Tutto preso dalla missione “scientifica”, non si accorge che Jeanne è nel momento del trapasso adolescenziale. La ragazza sta per scoprire la propria femminilità e il breve soggiorno a Styrsö prende una piega istruttiva in tal senso. Il tesoro che padre e figlia troveranno nell’isola sarà un altro, meno sensazionale il rilevamento ma forse più importante. Con estrema delicatezza e con altrettanto acume, l’esordiente regista mette al servizio del suo primo lungometraggio la propria consistente esperienza di “corti” e soprattutto concede adeguato respiro alla vocazione estetica, non generica né astratta bensì sostanziata nell’uso espressivo del cinema, al di qua dei generi, come scrittura poetica. Senza con ciò voler fare paragoni di valore, viene da pensare al primo Rohmer, soprattutto per la capacità di osservare i caratteri restando all’interno del materiale narrativo, seguendo la traccia “invisibile” di un racconto non dichiarato, immerso nel paesaggio e tuttavia tendenzialmente al di là. Malinconia e umorismo si abbracciano in un atto d’amore che di sequenza in sequenza dà nuova vita ai personaggi.  E comunque si dimostra qui ancora una volta il determinante patrimonio di metodo che tuttora la Nouvelle Vague ha da offrire. Anna Novion ricorda d’aver colto, un giorno in cineteca, la «soave leggerezza» della quotidianità in Jacques Rozier (Du côté d’Orouët, 1973).

Franco Pecori

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20 novembre 2009