La complessità del senso
18 10 2017

Lo spazio bianco

film_lospaziobiancoLo spazio bianco
Francesca Comencini, 2009
Fotografia Luca Bigazzi
Margherita Buy, Gaetano Bruno, Giovanni Ludeno, Antonia Truppo, Guido Caprino, Salvatore Cantalupo, Maria Pajato.
Venezia 2009, concorso.

Vista la luce al sesto mese, Irene dovrà stare nell’incubatrice 90 giorni prima di nascere veramente. Lo spazio di tempo è quello dell’attesa che Maria (Buy) deve accettare per essere veramente madre. È uno spazio bianco, una sospensione nella vita della donna. A tratti un po’ “immatura” rispetto alla sua età non più di ragazza, Maria non vorrebbe rinunciare alla libertà di movimento che sente ancora di potersi godere. Insegna in una scuola serale di Napoli, la sua vita non è un gran che, ma il lavoro le piace e  non ha mai pensato di legarsi stabilmente ad un uomo. Poi un giorno Fabrizio (Ludeno) l’ha lasciata incinta, sola con la creatura nata-non-nata, il cui destino – dicono i medici – è appeso ad un filo. Maria stenta ad entrare nella nuova dimensione, poi si abitua a recarsi ogni giorno all’ospedale e a stare accanto a Irene. Conosce altre donne che vivono nella medesima condizione, una in particolare, Mina (Truppo), con la sua simpatia l’aiuta a capire, a rendersi conto che anche gli altri esistono. Il tema dell’attesa esistenziale è delineato fin quasi dall’inizio, dopo un’appena sufficiente introduzione, in cui per altro i dialoghi restano “sulla carta”, un po’ come nelle “letture” che gli attori di teatro fanno in preparazione della pièce. Si vede che alla regista interessa specialmente la descrizione del rapporto intimo di Maria con Irene e con se stessa. Infatti trova qui la giusta estetica, il tono discreto per lasciare alla bravissima Buy il ruolo assoluto, fatto di sincerità, nervosismi, momenti di totale verità personale e insieme di straniazione. È chiaro che la vera nascitura è più lei che non la piccola prematura. Entro questi limiti, il film è bello e delicato, molto poetico. Sbagliato sarebbe utilizzarlo per allargare il tema ad una problematica sociologica più ampia e “attuale”. No, il dibattito no.

Franco Pecori

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16 ottobre 2009