La complessità del senso
24 09 2017

Dopo il matrimonio

film_dopo_il_matrimonio.jpgEfter brylluppet
Susanne Bier, 2006
Mads Mikkelsen, Sidse Babett Knudsen, Rolf Lassgård, Stine Fischer Christensen, Mona Malm, Christian Tafdrup, Niels Anders Thorn, Rita Angela, Erni Arneson.

Il “giallo” dei sentimenti, denunciato con durezza secondo il metodo “dogmatico” risalente a Lars Von Trier. La regista danese Susanne Bier (“Open Hearts”, “Non desiderare la donna d’altri”) mescola sociologia umanitaria (gli orfani in India) e casistica della mortalità occidentale (il cancro che colpisce anche i ricchi) in un intreccio psicologico, a tratti anche “spietato”, senza tuttavia trattenersi da un finale patetico (spunta la lacrima), che fa perdere di consistenza al dilemma delle “grandi scelte”: fiori o opere di bene? Attori comunque bravissimi. Tutto gira attorno a Jørgen/Lassgård, ricco danese che sta per vedere andare a nozze la figlia. E invita al matrimonio Jacob/Mikkelsen, con l’offerta di un fondo di 4 milioni di dollari per l’orfanatrofio che l’uomo gestisce, per beneficenza, in India. Jacob, parte per la Danimarca e lì ritrova nientemeno che il suo ex grande amore, Helene/Knudsen. Sì, proprio la madre della sposa, la moglie di Jørgen. A questo punto la svolta.

Franco Pecori

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22 dicembre 2006