La complessità del senso
22 09 2017

Pelham 1-2-3: Ostaggi in metropolitana

film_pelham123The Taking of Pelham 1 2 3
Tony Scott, 2009
Fotografia Tobias A. Schliessler
Denzel Washington, John Travolta, Luis Guzmán, Victor Gojcaj, Gbenga Akinnagbe, Alex Kaluzhsky, James Gandolfini, John Turturro.

Dieci milioni di dollari. Un’ora di tempo. Poi i passeggeri del vagone dirottato moriranno, uccisi uno ogni minuto. La minaccia si chiama Ryder ed ha il volto di John Travolta. L’uomo ha l’aria di fare sul serio, di sapere ciò che vuole e perché lo vuole. Dall’altra parte del telefono gli tiene testa Denzel Washington nei panni di Zachary “Z” Garber, dipendente della metro, declassato dopo un’irregolarità commessa (tangenti per l’acquisto di convogli) ed ora in cerca di riscatto. Siamo a New York, il treno bloccato è il “Pelham 1 2 3”. Tony Scott (Déjà vu – Corsa contro il tempo, 2006, Man on Fire – Il fuoco della  vendetta, 2004, Allarme rosso, 1995, Top Gun, 1986, Miriam si sveglia a mezzanotte, 1983) riprende il romanzo di John Godey, Il colpo della matropolitana (Mondadori, 1973), già portato sullo schermo due volte. Nel 1974 (stesso titolo del libro, regia di Joseph Sargent), Robert Shaw era Ryder e Walter Matthau era Garber; nel 1998 (Un ostaggio al minuto, versione televisiva, regia di Félix Enríquez  Alcalá), il dirottatore era una donna, Lorraine Bracco.  Scott va oltre il remake, sia nei contenuti sia nell’ambientazione. Ha girato le scene sotterranee nei veri tunnel della metro newyorkese mostrando anche l’attuale livello tecnologico di controllo della circolazione, ha attualizzato le “ragioni” della vicenda, approfondendo i caratteri dei personaggi. Nei suoi spunti di lucida ironia, Ryder (un Travolta calato perfettamente nello spirito del ruolo) confessa anche i motivi “tecnici” di ciò che sta facendo: ex broker a Wall Street, è stato in carcere e cerca vendetta contro quel mondo di «brutti tipi» e contro lo Stato che li ha tenuti a galla. I milioni per gli ostaggi? «Sarà niente in confronto a quello che si guadagna in borsa!». Garber, da parte sua, sente il peso delle passate responsabilità e prende ora su di sé il carico della trattativa con Ryder. Nessuno dei due protagonisti è “puro”, le due morali si intrecciano in una situazione umana complessa. Non estraneo alla vicenda il personaggio violenza, che traspare in forma di tensione nel ritmo secco e implacabile del montaggio, scandito dall’efficace conteggio del tempo. E non tutto finisce bene.

Franco Pecori

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18 settembre 2009