La complessità del senso
18 10 2017

St. Trinian’s

film_sttriniansSt. Trinian’s
Oliver Parker, Barnaby Thompson, 2007
Fotografia Gavin Finney
Rupert Everett, Colin Firth, Jodie Whittaker, Lena Headey, Russell Brand, Stephen Fry, Celia Imrie,  Caterina Murino, Gemma Arterton, Talulah Riley, Tamsin Egerton, Amara Karan, Antonia Bernath.

«Che cosa stai facendo? Hai 10 anni e stai trasportando degli esplosivi…» – La studentessa “dominante” rimprovera l’allieva del primo anno perché la vede maneggiare due sigarette. Gli esplosivi serviranno per far saltare la griglia che impedisce il passaggio nelle fogne di Londra. «Non è come crede – risponde la piccola ficcandosi i filtri nelle narici – è per la puzza!» L’azione sotterranea fa parte del piano che le studentesse del famigerato college femminile St. Trinian’s hanno escogitato per sottrarre dalla National Gallery il famoso quadro dell’olandese Johannes Vermeer, raffigurante la Ragazza dall’orecchino di perla. L’opera è della metà del Seicento, ma per le allieve del college è il ritratto di Scarlett Johansson.  La “refurtiva” servirà per coprire il debito della scuola verso l’erario. La minaccia è la chiusura, la conseguenza sarebbe che le ragazze dovrebbero trasferirsi in una scuola “normale”. Il pericolo è serissimo. La situazione è aggravata dall’atteggiamento “duro” del ministro dell’Istruzione (Colin Firth, che nel film di Peter Webber, appunto Girl with a pearl earring, faceva la parte di Vermeer), il quale s’è messo in testa di mettere le cose a posto: «È ora che il mondo veda con chi abbiamo a che fare». In effetti, la vita nella St. Trinian’s è un inferno, le allieve incarnano un’orribile stratificazione di trasgressività, divisa per fasce d’età e al tempo stesso articolata in organiche manifestazioni di pazzesca “autononia”. Sono rappresentati i principali modelli della coazione “alternativa”, si va dalle micette-bamboline da soap opera alle neo dark con tendenza pop. Tutti i tipi, più o meno, aspirano alla parvenza da Isola dei famosi, magari passando per la finale televisiva del quiz Sfida scolastica, che – guarda caso – si svolge all’interno della National Gallery. La “repressione” del ministro si rivela non facile. Tra l’altro, la direttrice della St. Trinian’s, Camilla Fritton, è nientemeno che una sua ex amante (gustosa e corrosiva l’interpretazione en travesti di Rupert Everett). Sulle prime, il film di Parker e Thompson (derivato dai fumetti di Ronald Searle), sembrerebbe cavalcare l’ovvio: le figure “scandalose” delle allieve irriverenti e “ribelli” sembrano introdotte secondo una chiave di tipicità ultradichiarata. Poi, lo sviluppo delle situazioni si trasforma in un sarcastico e irresistibile passaggio dallo stupore iniziale all’amara constatazione di una realtà morale sotterranea, nascosta, difficile da accettare fuori dalla cifra artistica. L’autore che nel 2002 aveva attinto a Oscar Wilde per L’importanza di chiamarsi Ernest (anche allora con la coppia Everett-Firth) non poteva certo aver confuso l’umorismo di Searle con il generico andazzo giovanilistico della storiellina sulle collegiali. Qui si va ben oltre. Con garbo e misura, ma con una forza contestativa inconfondibile.

Franco Pecori

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10 luglio 2009