La complessità del senso
24 09 2017

Visconti, Restaurato Senso

 

 A Cannes la presentazione, il 18 maggio 2009

cinema_senso2

Il restauro di Senso può dirsi oggi compiuto. Dopo molti anni di lavoro, condotti dal Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale, uno dei più bei film della storia del cinema torna sullo schermo in una versione completamente rinnovata in supporto digitale realizzata nel Laboratorio L’immagine Ritrovata della Cineteca di Bologna. Un risultato cui si è giunti grazie alla collaborazione tra Cineteca Nazionale e Cineteca del Comune di Bologna e ai preziosi consigli di due grandi artisti quali Giuseppe Rotunno e Piero Tosi, che hanno lavorato con Luchino Visconti alla realizzazione di Senso per la fotografia e  per i costumi, e altrettanto preziosi sono stati i consigli che per molti anni ha generosamente offerto Suso Cecchi D’Amico, la più stretta collaboratrice di Visconti.

A Rotunno si deve il primo restauro di Senso, cominciato nel 1994 a partire dal recupero delle matrici originali Technicolor messe a disposizione dalla Cristaldi Film, che presentavano tuttavia in alcune scene problemi di ricomposizione del colore non risolvibili con tecnologie analogiche. Dal lavoro di Rotunno si è dunque partiti per superare queste difficoltà, grazie alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie digitali, ottenendo un risultato che Martin Scorsese, chairman di Cannes Classics 2009, definisce stunning (sbalorditivo), con particolare apprezzamento della: «sequenza iniziale dell’opera con il lancio dei volantini contro gli austriaci, e subito dopo l’arrivo della protagonista, la contessa Livia Serpieri – una splendida Alida Valli – nel suo palazzo veneziano».

Senso è uno dei primi film girati, nel 1954, in Technicolor, cioè facendo scorrere nella macchina da presa tre pellicole in contemporanea per i colori fondamentali rosso, giallo e blu. Con il passare degli anni, le tre pellicole si erano ristrette in maniera differente rendendo impossibile in alcune scene la ricomposizione corretta dei colori, e in particolar modo determinando a tratti una certa fluttuazione del rosso, cui solo in parte si era riusciti a porre rimedio. L’équipe di storici e tecnici della Cineteca Nazionale e della Cineteca di Bologna è dunque ora riuscita a ricostruire in digitale la ricomposizione del colore presso il laboratorio bolognese L’Immagine Ritrovata, restituendo a uno dei capolavori del cinema italiano e internazionale, la raffinatezza cromatica di immagini dense di suggestioni pittoriche.

cinema_senso3  cinema_senso4

Luchino Visconti trasforma il racconto ottocentesco di Camillo Boito in un grande affresco storico che incornicia un’appassionata storia d’amore come nei grandi melodrammi verdiani. Ambientato all’epoca della Terza guerra d’indipendenza – il film verrà accusato dalla censura di ledere l’onore militare nazionale, perché mostra la battaglia di Custoza del 1866, dove gli italiani vengono sconfitti dagli austriaci. Senso oltre a essere uno dei più importanti film sul Risorgimento italiano, avvia quella riflessione sulla decadenza di un’epoca che contraddistingue l’intera opera di Visconti, facendone nel suo complesso uno dei grandi “romanzi” del nostro tempo.

_________________

Il restauro di Senso è stato promosso da
Studiocanal,
Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale,
Cineteca di Bologna-L’Immagine Ritrovata
con il sostegno di GUCCI, The Film Foundation e Comitato Italia 150.

Print Friendly

15 maggio 2009