La complessità del senso
22 11 2017

Terra Madre

Terra Madre
Ermanno Olmi, 2009
Fotografia Giulio Ciarambino, Giacomo Gatti, Gaia Russo Frattasi, Alessandra Gori, Stefano Slocovich, Renato Giuliano, Giampaolo Bigoli, Paolo Giacomini, Luca Cerri, Massimiliano Pantucci, Fabio Rocchi, Fabio Olmi.film_terramadre
Documentario. Voce narrante Omero Antonutti.

Terra Madre, il meeting mondiale delle genti contadine che si svolge ogni due anni a Torino, è il punto di riferimento. Il documentario di Olmi mette di quel raduno in rilievo la portata filosofica e politica, l’importanza per le nuove generazioni che vedano, come già in parte fanno, nella coltivazione ragionata e amorevole la salvezza del mondo. Tra la natura e i contadini s’è intromesso con troppa arroganza il profitto, trasformando il problema cibo in una catastrofe immanente, ormai osservabile all’orizzonte non lontano. Olmi, con la sua consolidata sapienza di cinema artigianale, guarda ai materiali del Forum torinese con passione specifica, accostando alle informazioni le immagini/racconto che vengono dall’osservazione attenta e poetica della “slow-vita” dell’uomo contemporaneo laddove richiami alla mente l’esperienza della storia anche antica. Nobile la citazione dal quarto libro delle Georgiche di Virgilio in apertura del book di presentazione del lavoro, con il poeta latino che ricorda il vecchio nel suo povero campicello: piantando radi fili di erbaggi e all’intorno bianchi gigli e verbene e gracile papavero, pareggiava col suo spirito le ricchezze dei re; e tornando a casa a tarda notte ricopriva il suo desco di cibi prelibati [Hic rarum tamen in dumis olus albaque circum / lilia verbenasque premens vescumque papaver / regum aequabat opes animis; seraque revertens / nocte domum dapibus mensas onerabat inemptis.] Poesia dell’anno 29 a.C. Poesia attualissima. Il latino serve. La magia di Olmi è nel trattare le immagini della natura e della vita campestre facendole sembrare còlte all’improvviso mentre invece ogni inquadratura è frutto di scelte rigorosissime e va a formare non un semplice album fotografico – sia pure molto bello – ma un discorso folgorante, che lascia senza altre parole, convincente com’è esso stesso, prima e al di là degli interessanti interventi di quanti – 7.000 persone da 153 nazioni del mondo, contadini e pescatori –  hanno partecipato e partecipano a Terra Madre; e concretamente propongono, senza sprecare nulla, la produzione sostenibile di cibo oggi. Il documentario si chiude, dopo una lunga straordinaria sequenza muta il cui ritmo interno riconcilia col tempo dell’umanità, con il “miracolo” di un nonno e della piccola di pochi mesi nell’orto a cogliere e guardare frutti con meraviglia. Il film non è però “solo” poesia, è anche una serie di storie vere che, dalla Norvegia all’India fino al nostro Veneto, vanno a formare la sfida delle comunità del cibo per un ambiente armonico nel rispetto delle tradizioni. – Passato a Berlino 2009, nella sezione Berlinale Special.

Franco Pecori

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8 maggio 2009