La complessità del senso
19 09 2017

Two Lovers

film_twoloversTwo Lovers
James Gray, 2008
Fotografia Joaquin Baca-Asay
Joaquin Phoenix, Gwyneth Paltrow, Vinessa Shaw, Isabella Rossellini, Elias Koteas, John Ortiz, Moni Moshonov.

Incline al suicidio, timido e rude, fragile e ingombrante, sensibile e inespressivo, Leonard (Phoenix) abita con i genitori a Brighton Beach (Brooklyn, New York). Reuben, il padre (Moshonov), sta per accettare la fusione della sua piccola azienda con quella del padre di Sandra (Shaw). La ragazza è innamorata di Leonard e sarebbe l’ideale per lui. Così la vedono Reuben e sua moglie Ruth (Rossellini).  Ma nella vita, chiusa e quasi segreta, di Leonard (se potesse, invece di aiutare il padre, farebbe il fotografo), irrompe la bionda e “mobile” Michelle (Paltrow), tormentata dalla relazione con un uomo sposato. Leonard la incontra per caso, in un momento critico per lei. Poi la potrà vedere dalla finestra giacché Michelle abita proprio di fronte, nella casa che l’amante paga per i loro incontri. L’attrazione  per la bionda fa crescere in Leonard il dubbio sulla consistenza del possibile amore con Sandra. Un matrimonio tranquillo contro una vera passione. Si va verso una sorta di thriller romantico, in un miscuglio ben dosato di atmosfere indecise, semicupe (non solo fotograficamente) e tagliate con realismo “primitivo”, e improvvise aperture sentimentali (fino alle lacrime), che guidano l’emotività dello sguardo in un labirinto interiore difficile da decifrare. Il quarantenne Gray (Leone d’Argento a Venezia 1994 col suo primo film, Il quarto comandamento – Little Odessa e poi frequentatore assiduo di Cannes, The yards, 2000 – distribuito in dvd nel 2002,  I padroni della notte – We Own The Night, 2007, Two Lovers, 2008) fa un lavoro specifico sui corpi degli attori e specialmente di Phoenix, protagonista assoluto eppure “in ombra”, immerso in un’inquietante discrezione, come avesse nello stomaco una bomba innescata, pronta a deflagare. Anni diversi e sovrapposti di gioventù bruciate, di selvaggi rimasti a piedi (senza moto), di picnic andati a male, di ultimi respiri futuri e già passati, fanno un falò compresso che si spegne insieme alla luce del quadro quando si riaccende la luce in sala.

Franco Pecori

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27 marzo 2009