La complessità del senso
17 12 2017

La verità è che non gli piaci abbastanza

film_laveritaechenonglipiaciabbastanzaHe’s Just Not That Into You
Ken  Kwapis, 2008
Fotografia John  Bailey
Ben Affleck, Jennifer Aniston, Drew Barrymore, Jennifer Connelly, Kevin Connolly, Bradley Cooper, Ginnifer Goodwin, Scarlett Johansson, Kris Kristofferson, Justin Long, Wilson Cruz, Leonardo Nam, Cory Hardrict, Corey Pearson, Rod Keller.

Baltimora. Un giardino, bambini sull’altalena. Una piccola gioca a fare castelli di sabbia. Si avvicina un maschietto. Lei gli sorride, lui le dà uno spintone facendola cadere a retta. «Perché l’hai fatto?», «Perché puzzi come la pupù del cane e sei una stupida come la pupù del cane, tu sei una pupù». La bimba corre piangendo dalla mamma. E la mamma: «Quel bambino ha fatto quelle cose perché gli piaci, è innamorato cotto di te». Voce narrante (Goodwin): «Siamo tutte programmate a pensare che se un uomo si comporta come un perfetto stronzo vuol dire che gli piaciamo». Lui non telefona? Le piaci troppo, sei troppo bella. Sono sicura che ha perso il tuo numero. È imbarazzato dal tuo successo professionale. È uscito proprio adesso da una storia d’amore. È perché non ha mai avuto una storia d’amore. Frasi fatte per mentire. La voce narrante prende corpo. È Gigi (proprio Goodwin), seguiamola. Ha un appuntamento con Connor (Connolly). Le sembra tutto bene, ma poi lui non la chiama. Lei si rifugia al bar. Alex(Long), il giovane barista, è un amico e le rivela il segreto degli uomini, come fanno quando vogliono scaricare una donna. E Gigi mette pulci nell’orecchio di tutte le amiche. Conosciamo le amiche. Neil (Affleck) sta con Beth (Aniston) da 7 anni e lui non l’ha sposata, perciò glielo chiede. Matrimonio in crisi. Anna (Johanson) incontra al supermercato Ben (Cooper) e crede che stia «scattata la magia», lui le dice che è sposato ma Anna non riesce a non pensare a lui. Che deve fare, lasciarselo scappare? Lo chiama. Ben le dice che non può. Poi la richiama, proprio mentre con la moglie Janine (Connelly) stanno decidendo di procreare. Mary (Barrymore) crede nelle opportunità di Internet (My Space), spera in Jude (Pearson) ma il contatto è difficile, fa la corte a Conor ma lui è interessato ad Anna. La quale, però, dicono, «non gliela darà mai». E così via fino all’amore vero. Intrecci di verità rivelate, segreti di amiche, scambi di coonfidenze tra amici: uno di quei meccanismi perfettamente oleati, falsamente complicati ma semplicissimi da capire, tutta roba tipica della commedia americana, ovviamente tratta da un bestseller di carta (in questo caso, di Greg Behrendt e Liz Tuccillo, sceneggiatori della serie Sex and the City). Nessuno dice la verità, ma tutti la lasciano intendere. Attrici e attori meritano un bell’applauso. Riguardo al cinema, niente da dire. Con Kwapis (Licenza di matrimonio), nessun intoppo, montaggio liscio, dosatura di primi piani e di piani-sequenza, cucitura di dialoghi sullo spiritoso, con un continuo “agguato” del melodramma possibile, voluto e non voluto. Tipologie di vita e di comportamento che si legano formando un tutto esauriente. Un mondo, insomma. La Tv è complice, la serie di prima serata tende a dettare lo stile. Ma il grande schermo è un’altra cosa, si capisce.

Franco Pecori

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20 marzo 2009