La complessità del senso
18 10 2017

Verso l’Eden

film_versoledenVerso l’Eden
Constantin Costa-Gavras, 2009
Riccardo Scamarcio, Juliane Köhler, Ulrich Tukur, Anny Duperey, Antoine Monot Jr., Konstandinos Markoulakis, Kristen Ross.

Un Costa-Gavras leggero, poco credibile. L’autore de L’Amerikano (1972) si porta dietro da sempre il problema del realismo socialista inteso come rispecchiamento. Coltivato nel falso scopo dell’obbiettività (dell’obbietivo), il cinema tradisce insofferenza per un’estetica che lo vede subordinato al referente. E lunghe sono state le discussioni teoriche sulla consistenza dello “spercifico” e sull’importanza del cinema nel sistema dei massmedia. Difficile comunque, soprattutto per un regista-autore, prescindere dalla griglia dei generi e degli stili. Qui Costa-Gavras vuole agganciare l’impegno del tema – il mito dell’Occidente/Paradiso per il Sud povero del mondo – ad un tono che contraddica le aspettative di uno spettatore avvezzo a film come Missing o come Cacciatore di teste. Il lato drammatico della vicenda di Elias (Scamarcio) non esplode, non turba le coscienze “europee”. Il giovane arriva sì con uno dei soliti barconi di disperati (momento breve e intenso di realismo del già visto), ma poi la sua avventura si disperde in una serie semifarsesca di situazioni “casuali”, rese possibili dal contesto straniante e dalla difficoltà di comunicazione – lingue, costumi, falsi scopi. A più riprese, il film prova a spiccare il volo verso il mondo della “fiaba”, suggerendo un senso metaforico netto e non “pesante”, quasi volesse rendere anche “divertente” il portato tipologico della storia. Intento da non disprezzare. Tuttavia si avverte nelle sequenze una sorta di disagio per l’inverosimiglianza (interna) dello sviluppo. E il lavoro affidato agli occhi di Scamarcio si dimostra troppo impegnativo. Il protagonista deve destreggiarsi nella sua corsa ad ostacoli verso Parigi, forzando le diverse situazioni (simboliche) in chiave di “muto”. E Scamarcio non è Keaton né Chaplin. Il film fa simpatia, ma resta sulla carta. Tema importante con leggerezza: non è nelle corde del regista.

Franco Pecori

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6 marzo 2009