La complessità del senso
20 11 2017

Iago

film_iagoIago
Volfango De Biasi, 2009
Nicolas Vaporidis, Laura Chiatti, Aurelien Gaya, Lorenzo Gleijeses, Fabio Ghidoni, Giulia Steigerwalt, Luana Rossetti, Dioume Mamadou, Dina Braschi, Cristina Liberati, Pietro De Silva, Gabriele Lavia.

Tutto cominciò, forse, nei primi anni Settanta, quando al Magistero di Roma il neonato insegnamento di Teorie e Tecniche delle Comunicazioni di Massa prosperava con indegni “esami di gruppo”, pretesi e ottenuti da studenti di Architettura, trasmigrati con tracotanza alla ricerca dell’immeritato Trenta. L’architettura non c’entrava, come non c’entra in questo Shakespeare analfabetico revitalizzato allo spry per un carnevale studentesco di maniera, che strizza l’occhio alle zie rimbambite del Canal Grande – non ve ne sono più, meglio cercarle a Roma. Còlti nella perdurante digestione dell’Opera Prima di De Biasi (Come tu mi vuoi, 2007), restiamo basiti dalla sfrontatezza della vendita “culturale” verso un pubblico scopertamente indifeso: Iago, Desdemona, Otello, Cassio strappati alla vita eterna dell’arte teatrale e gettati nel cassonetto della raccolta indifferenziata televisiva, per il gusto di una dimostrazione non necessaria, non richiesta. C’è un equivoco nell’aria: in troppi credono di conoscere i giovani d’oggi. Li costruiscono credendo di “copiarli”, invece non copiano che se stessi, le proprie miserie. Iago studente di Architettura a Venezia? E che vuol dire? Non si capisce perché mai Vaporidis non si sia tolto la maschera da Vaporidis prima di andare sul set. Desdemona figlia del rettore un po’ “stronza”? Ma perché si veste da Chiatti e continua a portarsi dietro i residui della prima lezione di dizione, del tipo: «Non vedo l’ora di cominZare»? Il rettore è Lavia, ha l’aria di saperla lunga sull’influenza della politica. Meno male che Iago è un giovane che non dorme da piedi.

Franco Pecori

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27 febbraio 2009