La complessità del senso
19 09 2017

Il mai nato

film_ilmainato.jpgThe Unborn
David S. Goyer, 2009
Odette Yustman, Gary Oldman, Meagan Good, Cam Gigandet, James Remar, Atticus Shaffer, Jane Alexander, Idris Elba, Rhys Coiro, Carla Gugino.

Brava e sexy quanto basta, la ragazza è mutevole nella pupilla. Dopo accertamenti medici, si convince che il problema non attiene a cose terrene. Tra un “sogno o son desto” e un “essere o non essere”, Casey (Yustman) entra nella diperazione, invano confortata dall’amica Romy (Good). Un’entità “esterna” sta tentando di impossessarsi di lei, nata gemella di un bambino mai nato perché già morto nell’utero della madre. Cerca e ricerca, tra un incubo e l’altro, si arriva perfino all’Olocausto per scoprire che un demonio chiamato Dybbuk sta tentando da molto tempo di aprirsi una via verso la vita. Il “mai nato” sembra che stia per riuscire nel proprio intento con Casey. A questo punto, l’horror/thriller si fa serio, cioè pretende di uscire dalla rigida convenzione del genere per entrare nella vita (spirituale) dello spettatore. Il regista si mostra avvertito del problema culturale/religioso e, ben immaginando l’impreparazione di quanti siedono in sala, fornisce loro i necessari riferimenti, che sono un misterioso tomo in ebraico e la relativa traduzione in inglese, giacché non tutti sono tenuti ad essere ebrei religiosi strettamente osservanti. In sostanza, si tratterà di mettere in atto un esorcismo. Niente di nuovo, direte. Invece, la novità è nella lingua, l’antico ebraico. Ad ogni buon conto, Goyer chiede aiuto ad Oldman e lo veste da rabbino per un’ultima sequenza spaccatutto. Il regista, il quale ha conosciuto anche Batman (Il cavaliere oscuro) sia pure di sfuggita, cade nel peggior equivoco che possa riguardare il genere, perseguendo una verosimiglianza al di là del codice. Ha pure dichiarato di aver «sempre trovato inquietanti i gemelli». Problema suo.

Franco Pecori

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27 febbraio 2009