La complessità del senso
23 11 2017

Space Chimps – Missione spaziale

film_spacechimps.jpgSpace Chimps
Kirk De Micco, 2008
Animazione, voci orig.: Andy Samberg, Cheryl Hines, Patrick Warburton, Jeff Daniels, Kristin Chenoweth, Stanley Tucci, Kenan Thompson, Jane Linch, Carlos Alazraqui, Omid Abtahi.

Un “buco temporale” inghiotte la sonda Infinity Space. Il compito di recuperare la navicella spaziale da 5 miliardi di dollari è affidato ad Ham III, nipote di Ham, lo scimpanzè dello spazio, partito da Cape Canaveral il 31 gennaio 1961. Il viaggio fu breve, 155 miglia, e durò poco, 16 minuti e mezzo, ma da quando Ham tornò giù nell’Atlantico lo si ricorda come uno degli eroici pionieri del programma americano. Ad Ham III tocca di “scimmiottare” il nonno. Il giovane primate è tutt’altro che portato per incarichi tanto impegnativi, giacché è un semplice acrobata da circo, si fa tutti i giorni sparare dal cannone e si diverte un mondo a volteggiare nel vuoto, ripiombando nel buco del tendone per il gran divertimento di tutti. Ma la missione gli tocca. Del resto, il simpatico primate potrà contare sulla compagnia di altre due scimmie, il comandante Titan e il tenente Luna, attraente esemplare femminile, nonché sull’assistenza da Terra di gente perfettamente preparata. Si parte ma non si sa dove si andrà a finire. Sul pianeta Malgor, dall’altra parte dell’Universo, una popolazione di alieni è dominata dal malvagio Zartog. Ham, che non è affatto incline a comportamenti eroici, sarà costretto ad impegnarsi per salvare Titan e liberare tutti dalle grinfie del cattivone. Ne sarà contenta la dolce aliena Kilowatt. E non poca influenza avrà avuto su Ham la graziosa Luna. Il ritorno sarà trionfale. L’animazione (Vanguard Animation) è divertente e suggerisce anche, con grazia, qualche riflessione sul rapporto tra intelligenza e sensibilità umana e analoghi comportamenti delle scimmie. Tanto che il film si rifà alla vera storia di Ham, che la Nasa addestrò e spedì nello spazio per sperimentare alcune condizioni di vita senza rischio per l’uomo. Ora che la famosa navicella Mercury Redston si è trasformata in un disegno, i piccoli spettatori trarranno vantaggio dai fantastici salti logici e dalle invenzioni sceniche del film, mentre la memoria degli adulti potrà riandare a quella lontana esperienza, un po’ scientifica e un po’ romantica, che segnò mezzo secolo fa un capitolo decisivo nell’esplorazione spaziale.

Franco Pecori

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6 febbraio 2009