La complessità del senso
18 10 2017

Le luci della sera

film-luci_della_sera.jpgLaitakaupungin valot
Aki Kaurismäki, 2006
Janne Hyytiäinen, Maria Heiskanen, Järvenhelmi, Ikka Koivula, Juhani Niemelä, Tommi Korpela.

Dopo la disoccupazione (“Nuvole in viaggio”) e dopo la vita espropriata, senza tempo sotto le stelle (“L’uomo senza passato”), si completa la “trilogia del perdente” con questo titolo dedicato al tema della solitudine. Passato in concorso a Cannes, il film conferma lo stile “povero” e insieme ricco di metafore implicite, con cui il regista finlandese affida a tratti-documento il compito di veicolare rimandi che oltrepassano la realtà senza mai discostarsene. Koistinen (Hyytiäinen), guardiano notturno, cuore semplice bisognoso di calore, crede di trovare una compagnia nella bionda amica del capo di una banda di rapinatori. La verità sarà dura da sopportare. Stranieri a specchio, i due “ignorano” drammaticamente la propria vita, dai due punti di vista opposti. Il tentativo di contatto di lui, “sincero”, si scontra con la “falsità” programmata di lei, nello spazio di un tango girato nell’ LP. E il subdolo “tradimento” di lei si consuma nell’alienazione del ruolo, di cui la stessa donna avverte il peso. E’ un cinema consapevole delle strutture di genere su cui viaggia o che sorvola, sostanza costante il sottofondo di violenza che fa da piattaforma della “civiltà” locale (ricca Helsinki, poveri orizzonti, sentimenti tagliati, logiche perverse). Ed è anche un cinema dai sentimenti strozzati, che grida quasi senza voce la necessità di un umanesimo giusto. Poco adatto al popcorn delle multisale.

Franco Pecori

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12 gennaio 2007