La complessità del senso
24 11 2017

Milk

film_milk1.jpgMilk
Gus Van Sant, 2008
Sean Penn, Emile Hirsch, James Franco, Josh Brolin, Diego Luna, Brandon Boyce, Kelvin Yu, Lucas Grabeel, Alison Pill, Denis O’Hare, Victor Garber, Howard Rosenman, Peter Jason, Carol Ruth Silver, Eric Stoltz.
Oscar 2009: Sean Penn at.

Uscire allo scoperto. Harvey Milk (Penn) usò questa leva psicologica per sollevare il “mondo” sommerso dei gay americani e la sua politica ebbe successo. Gli costò la vita, però. Spese tutte le sue energie per fare di sé un bersaglio e nel 1978 fu assassinato. Nonostante la reazione dei conservatori e dei cattolici californiani, Milk seppe andare oltre il confine della rivendicazione locale, a San Francisco. Il biopic di Van Sant racconta la storia del primo americano riuscito ad affermarsi in politica essendo dichiaratamente omosessuale, ma il film non è solo una biografia. Il regista di Elephant (2003) e di Paranoïd Park (2007), proprio restando alla concretezza della vicenda, ne fa espressione di sentimenti e di temi più larghi. Van Sant va in profondità, grazie alla bravura di Sean Penn nell’immedesimazione interpretativa e con la scelta estetica di coniugare l'”impressione di realtà” (macchina a mano, foto sgranata, tagli stile news) con l’opposto dei momenti poetici dedicati al “privato” del protagonista; “condivide” passo passo la crescita e l’esplosione delle energie di Milk, rivelandone l’intimità mentre sembra volersi mantenere ad un’obbiettività “documentaristica”; e dall’altra apre lo sguardo verso tematiche socioculturali che ci fanno rivivere, con la coscienza di oggi, la realtà di un paese complesso come l’America. Milk va così a far parte del gruppo di film che meglio aiutano ad aprire il grande giocattolo, a vedere cosa c’è dentro. Restando ad opere prodotte negli ultimi anni: Million dollar baby (2004) Good night, and Good Luck (2005), Non è un paese per vecchi (2007), L’ospite inatteso (2008). Nello stesso passaggio di Penn dalla regia (2007) di Into the wild (sull’ansia di recuperare il sogno di una vita rinnovata e diversa oltre l’inganno aprospettico dei destini precostituiti) all’impareggiabile interpretazione di Milk è la prova di come e di quanto il grande cinema possa e voglia ancora impegnarsi in discorsi non puramente commerciali.

Franco Pecori

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23 gennaio 2009