La complessità del senso
23 06 2021

Judas and the Black Messiah

Judas and the Black Messiah
Regia Shaka King, 2021
Sceneggiatura Shaka King, Will Berson
Fotografia Sean Bobbitt
Attori Daniel Kaluuya, LaKeith Stanfield, Jesse Plemons, Dominique Fishback, Ashton Sanders, Algee Smith, Darrell Britt-Gibson, Lil Rel Howery, Dominique Thorne, Martin Sheen, Amari Cheatom, Khris Davis, Ian Duff, Caleb Eberhardt, Robert Longstreet.
Premi Golden Globe 2021: Daniel Kaluuya att. non prot.

Dal Sundance Film Festival arriva direttamente in streaming il secondo lungometraggio (dopo la commedia Newlyweeds del 2013) di Shaka King, regista e sceneggiatore afroamericano, nato (1980) e cresciuto nel distretto di Brooklyn. Allievo di Spike Lee, King ha realizzato cortometraggi e diretto serie televisive. Candidato all’Oscar 2021 (premiazione il 25 aprile) nelle categorie: Film, Sceneggiatura originale, Attore non protagonista (Daniel Kaluuya e Lakeith Stanfield), Fotografia, Canzone originale, Judas and the Black Messiah si apre con l’immagine di William O’Neal, membro del Black Panther Party e informatore per l’Fbi, intervistato dall’emittente PBS nel 1989, per la docu-serie “Eyes On The Prize 2”. La registrazione sarebbe poi andata in onda il 15 gennaio 1990, nel Martin Luther King Day, medesima data fatale a O’Neal. Il film si chiude col finale dell’intervista e con le immagini documentarie sul seguito immediato della vicenda storica, non ancora placatasi, sul filo della ricerca di uno sviluppo democratico della società americana. Siamo negli anni tumultuosi dei movimenti rivoluzionari scaturiti negli Stati Uniti da istanze di riscatto delle minoranze afroamericane. La figura di William O’Neal (LaKeith Stanfield) dà corpo alla sostanza drammatica di una vicenda le cui ragioni storiche resteranno sospese (vedi i recenti svolgimenti che hanno portato Joe Biden a succedere a Donald Trump). Il destino di Bill è segnato dal tormento della coscienza, tra scelta di vita sul filo della piccola criminalità opportunistica (furto di auto) e ansia di rispettare comunque le ragioni di una pratica politica ispirata alla rivolta, alla contrapposizione anche violenta verso i “porci” della società bianca. Fred Hampton (Daniel Kaluuya) è il giovane presidente delle Pantere Nere – viene in mente Il processo ai Chicago 7 di Aaron Sorkin (2020) -, impegnato a organizzare la rivolta e insieme l’allargamento di una “fratellanza” tra le diverse gang: le Pantere, gli Stones, i Crowns, i Disciples in un unico esercito rivoluzionario. “Nel riformismo i padroni insegnano agli schiavi come essere schiavi migliori”;  “la questione è resistere al fascismo o non esistere all’interno del fascismo”; “secondo Mao, la guerra è politica con spargimento di sangue, la politica è guerra senza spargimento di sangue. Significa che Nixon è il più lurido dei porci”. Cresce nel frattempo l’organizzazione di atti di solidarietà, come le mense, l’istruzione e l’insieme della reciproca assistenza di base del popolo afroamericano. In tale quadro, si muove l’Fbi. William O’Neal viene arrestato per il furto di un’auto e Jesse Plemons (Ray Mitchell esprime le giuste sfumature senza calcare l’interpretazione) prova a fargli credere che Pantere Nere e Klan siano “la stessa cosa”, fino a convincerlo a infiltrarsi e raccogliere notizie. Oltre alla verosimiglianza storica – e sull’argomento l’informazione non è mai troppa anche col passare dei decenni -, il pregio del film è nel giusto equilibrio del narrare, trattando l’argomento senza caricarlo di un’inutile suspence “umanitaria” ed evitando anche sottolineature del piano sentimentale, sull’amore di Fred e della giovane  Deborah Johnson (Dominique Fishback), incinta mentre Hampton è in carcere. Anche l’atto finale, con gli agenti che irrompono nell’alloggio delle Pantere, è mantenuto sui toni di una cronaca asciutta. A O’Neal le chiavi di un distributore di benzina tutto per lui. Una dialettica, un Giuda e un Messia, sulla bilancia difficile della Storia. Didascalie sul nero finale da non trascurare. [In esclusiva digitale su Apple Tv app, Amazon Prime Video, Youtube, Google Play, Timvision, Chili,  Sky Primafila, Infinity, Rakuten Tv, PlayStation Store, Microsoft Film & Tv.]

Franco Pecori

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9 aprile 2021