La complessità del senso
20 10 2021

The Bourne Supremacy

The Bourne Supremacy
Regia Paul Greengrass, 2004
Sceneggiatura Tony Gilroy
Fotografia Oliver Wood
Attori Matt Damon, Franka Potente, Brian Cox, Julia Stiles, Karl Urban, Gabriel Mann, Joan Allen, Marton Csokas, Tom Gallop.

Seguito di The Bourne Identity (Doug Liman, 2002), ancora da un libro di Robert Ludlum. È attenuata la carica di ambiguità che sostanziava il personaggio di Jason Bourne (Damon), prevale l’azione. Dall’India a Mosca, passando per Napoli, Londra, Amsterdam, Berlino, la vicenda copre una bella fetta di mondo, seguendo le angosce del killer programmato dalla “Treadstone”, la società segreta non più attiva, che però Bourne “sente” ancora dentro di sé, come un incubo che lo perseguita. Potrà mai “redimersi” un professionista dell’omicidio come lui? Il problema sembra irrisolvibile. I “cattivi” sfornano esseri con una vocazione “artificiale” al Male e gli stessi killer così programmati, o almeno uno di loro, sentono il bisogno di liberarsi da quel destino perverso. Azione e coscienza vivono una dialettica che meriterebbe maggiore profondità. Il limite del film sta tutto qui. Per il resto, il racconto è avvincente e culmina in un mortale inseguimento in auto esemplarmente spettacolare. Quanto alle implicazioni “politiche” – la mafia, la nuova Russia, le “coperture”, i nuovi “Servizi” – tutto resta sotto la “supremazia” del personaggio.

Franco Pecori, Televideo

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24 settembre 2004