La complessità del senso
17 10 2017

Australia

film_australia.jpgAustralia
Baz Luhrmann, 2008
Nicole Kidman, Hugh Jackman, Brandon Walters, David Wenham, Bryan Brown, Jack Thompson, Ben Mendelsohn, Essie Davis, David Gulpilil, Bruce  pence, John Jarratt, Bill Hunter, Jacek Koman, Wah Yuen, Ray Barrett.

Ricca, vedova, vuole vendere il suo ranch. Avidi proprietari terrieri confinanti stanno in agguato, disposti a tutto. Un mandriano, duro e forte, proteggerà la donna, bella e scontrosa. È il West? Più classico di così.. No. Siamo in Australia. Diverso il periodo (i giapponesi attaccano Pearl Harbor e bombardano Darwin), diverso il contesto antropologico. Mandrie e madriani ma nessun pellerossa, ci sono gli aborigeni. La storia è raccontata da uno di loro, Nullah (Walters), un bambino “mezzosangue”, ricercato dagli “sbirri” che, secondo il programma razzista del governo vogliono affidarlo ad uno degli istituti religiosi dedicati alla “salvezza” delle “generazioni rubate” (cfr. La generazione rubata, Phillip Noyce, 2002).  Diverso anche il cowboy coprotagonista. Drover (Jackman) è australiano, bianco malvisto dai bianchi, vive con gli aborigeni; ruvido, si comporta da anarchico (nessuno lo può comprare, nessuno lo licenzierà). L’incontro con la protagonista Lady Sarah Ashley (Kidman), dopo le scintille, produrrà una travolgente storia d’amore – non ne sarà estraneo Nullah, il quale, protetto dall’influsso benefico del nonno “stregone”, funzionerà da polo d’attrazione sentimentale per un happy-end superclassico sullo sfondo del cataclisma bellico. Sarah, aristocratica, viene da Londra e dalla sua vita inutile “dedicata” alla cura della scuderia. Dovrà adattarsi a quel mondo lontano dov’è andata per dare la caccia al marito, persosi nell’Outback australiano per vendere il proprio ranch di Faraway Downs. L’uomo viene misteriosamente ucciso e Sarah, sola nell’ambiente ostile, ha bisogno dell’aiuto di Drover. Dovrà attingere all’energia che ha dentro di sé ed aprirsi a sensazioni ed esperienze ben diverse da quelle londinesi da cui proviene. Sui binari del genere avventuroso e romantico, viaggia un grosso carrozzone di film “antico”, un po’ credibile e un po’ incredibile, lungo, avvolgente, emozionante, commovente, pieno di “svolte” narrative e di “liete” sorprese, in uno scenario naturale ampio e fastoso nella sua splendida (Mandy Walker) “apertura fotografica” . L’Australia funziona da elemento nostalgico, tipo “ultima mèta”, e insieme da polo attrattivo di rinnovati turbamenti post-tecnologici. Dentro questa dialettica, lo spettatore conteso tra Pulp Fiction e Sin City può trovare il ristoro di un piatto caldo e slow, a patto che sappia gestire nel proprio immaginario la cucina di colpi di scena romanzeschi e di scapicolli sentimentali degni di Via col vento senza chiedere inavocabili verosimiglianze referenziali. E bravi i protagonisti: una Kidman revitalizzata dall’amore per il suo paese, un Jackman anch’egli perfettamente ambientato come a casa sua, un Walters bambino fenomenale,  simbolo di una civiltà degna di vivere ancora.

Franco Pecori

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16 gennaio 2009