La complessità del senso
17 10 2017

Yes Man

film_yesman.jpgYes Man
Peyton Reed, 2008
Jim  Carrey, Zooey Deschanel, Terence Stamp, Sasha Alexander, Patrick Labyorteaux, Rhys Darby, Sean O’Bryan, Maile Flanagan, Fionnula Flanagan. 

Chi avesse visto nella maschera di Jim Carrey (The Truman Show, Una settimana da Dio, Se mi lasci ti cancello, Number 23) il veicolo di una simpatia superficiale ha l’ennesima occasione per ricredersi. Il temino è semplice: se dici no a tutte le occasioni non vivi la vita, ma attenzione a non dire sempre e comunque sì! Devi farlo solo quando il cuore te lo comanda. Detta così, è una pedagogia alquanto inutile. Si capisce, ogni “lezione” va interpretata non meccanicamente ma seguendo e comprendendo l’esperienza. C’è di mezzo, però, la bravura del protagonista – e del regista (Ti odio, ti lascio, ti…, Abbasso l’amore), il quale sa valorizzarne le espansività metaforiche. Infatti Carrey non tralascia di praticare il paradosso, utilizzandone i possibili risvolti con precisissima attenzione ai particolari, ai tempi, ai modi. Carl Allen è inizialmente uno che dice no ad ogni proposta, il telefono è un incubo, gli inviti gli creano un fastidio quasi insopportabile, le situazioni in cui si trova gli sembrano tutte contrarie alla propria voglia di starsene in santa pace, per conto suo. Il repertorio è esposto con cura minuziosa eppure senza pedanteria, il divertimento è progressivo e gradevole. Ma così non si può andare avanti. Arriva il momento che un amico, il più fastidioso, convince Carl ad affidarsi ad un guru del “Sì”. Lo spettacolo del rito collettivo di iniziazione la dice già lunga, ma di lì a poco vedremo ben altro. Carl comincia a dire sì a tutti e a tutto, la sua vita si rovescia come un guanto. Gli inconvenienti non mancano, sempre divertenti e sempre più imbarazzanti, finché certe soluzioni “positive” finiscono per rivelarsi non meno paralizzanti del “divano più patatine fritte” di pregressa esperienza. Ma ecco la molla del cuore. Si chiama Allison (Deschanel: A casa con i tuoi, E venne il giorno). La ragazza è parecchio strana, vive a modo suo, fissata con la libertà. Riuscirà a far rientrare in sé Carl, cioè a riequilibrare il sì e il no che sono in lui. Troppo lo spazio dedicato alla “spiegazione” della problematica (per la verità, semplice solo in apparenza), tuttavia il film viaggia su un treno di comicità intelligente non certo usuale.

Franco Pecori

Print Friendly

9 gennaio 2009