La complessità del senso
22 11 2017

Hancock

film_hancock.jpgHancock
Peter Berg, 2008
Will Smith, Charlize Theron, Jason Bateman, Daeg Faerch, Lauren Hill, Valerie Azlynn, David Mattey, Darrell Foster, Kate Clarke.

Un gran fracasso iniziale. I cattivi sparano e lui dorme. Poi vola, bottiglia in mano, e combina un inferno. Grazie ai superpoteri digitali, Hancock fa uno strano effetto quando si muove. Compie atti eroici contro i cattivi, ma i danni sono anche tanti. Un Supereroe con qualche disturbo. I suoi “aiuti” non sono sempre graditi, finché un giorno capita in casa di Ray (Bateman) e Mary (Theron). Per il capofamiglia (c’è un bambino di nome Aaron) il successo è una chimera. Si occupa di relazioni pubbliche, è consulente d’immagine. Non gli riesce molto bene e non se ne rende conto, ma ora ha forse trovato la strada. Si sdebiterà con Hancock il quale ha fatto il miracolo di fermare con il proprio corpo il treno al passaggio a livello. Senza di lui Ray non avrebbe rivisto la moglie né il suo piccolo (Head). Si è reso conto che la gente non ama le “gesta” di Hancock, perciò cambierà in positivo l’immagine del supereroe, gli insegnerà a “interfacciarsi col pubblico”. Noi del pubblico pensiamo che non ci riuscirà. C’è il bambino, però, il quale ha il potere di addolcire Hancock. All’improvviso il saltimbanco ubriacone sfasciatutto capisce che deve aiutare la gente senza fare troppi danni. Sembra che si debba piombare nel miele. O no? Aspettatevi delle grosse sorprese. Hancock cambia ma anche qualcun altro ora è diverso. Secondo voi chi è più forte, Hancock o Mary? Mentre si potrebbe decidere con un super scontro, il regista opta per la soluzione pacifica. Magari dovrà scorrere una stilla di sangue. Poi il rap finale che ci riporta all’inizio. La “ricerca della felicità” continua. Cominciamo a pensare che Will Smith abbia il dono dell’impossibilità di essere normale. Nella situazione parodistica in cui si è trovato qui, poteva finire veramente male. Ma altro che Scary Movie: la stessa parodia si fa personaggio e vive autonomamente, sia pure mascherata dietro al volto dell’attore.

Franco Pecori

Print Friendly

12 settembre 2008