La complessità del senso
19 09 2017

The Spirit

film_thespirit.jpgThe Spirit
Frank Miller, 2008
Gabriel Macht, Eva Mendes, Sarah Paulson, Dan Lauria, Paz Vega, Scarlett Johansson, Samuel L. Jackson, Jaime King, Stana Katic, Louis Lombardi, Eric Balfour, Richard Portnow, Meeghan Holaway, Johnny Simmons, Seychelle Gabriel.

Moderno e contemporaneo? Ultra, per il modo di dare forma ad antiche sostanze. Morto o vivo? E chi lo sa? Diciamo vivo anche se muore più di una volta, perseguitato dalla Morte che gli sta alle costole. Fantasma o corpo in carne ed ossa, Denny Colt è Spirit (Macht), lo spirito della città: «La mia città», continua a ripetere. E si lancia volando come in un fumetto animato nelle ombre notturne di Central City per salvarla dal crimine. Non è un poliziotto come gli altri, Denny. Lo sa bene il commissario Dolan (Lauria), che pure è parente stretto di tutti i detective dall’impermeabile sgualcito. E lo sa bene anche Ellen (Paulson), la dottoressa che fa disperare il padre commissario col suo amore incrollabile per Spirit (prima o poi, ferma, premurosa e paziente qual’è, lo metterà a posto). Lo sa benissimo, infine, il cattivone Octopus (un Jackson aggressivo e resistentissimo, che però non riesce a fare la faccia feroce),  il quale cerca lo scontro e amerebbe conquistare nientemeno che l’eternità, assistito da Silken Floss (una Johansson non perfettamente a suo agio, più lost che fredda vipera). Sand Saref (Mendes), invece, sembra non volerne sapere, avida di gioielli e di denaro, consapevole della propria bellezza (lei la chiama «culo», senza mezzi termini).  Il suo ruolo è di mantenere viva la struggente antica passione giovanile, racchiusa in un ciondolo, con le foto di sé e di Denny ancora ragazzi – glielo donò lui e lei se ne andò ugualmente, con in testa una vita ricca. Tratto dal fumetto di Will Eisner, il film vive di immagini visionarie, metalliche e fangose, scure, espressionistiche più che espressive. Miller ripete lo stile di Sin City. Un fiume di frasi fatte inonda le metafore della finzione, le sole che possano avere un senso nell’incubo della città di Spirit, allusiva e irreale, eppure risaputa, nutrita di idee accettabili e, anzi, per lo più condivise. Idee nientaffatto rivoluzionarie. Quel ciondolo non è che una nostalgia che si porta al collo, di cose e di sentimenti perduti. Purtroppo, né Denny né Sand Saref possono tornare indietro.

Franco Pecori

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25 dicembre 2008