La complessità del senso
21 09 2017

Imbattibile

film-imbattibile.jpgInvincible
Ericson Core, 2006
Mark Wahlberg, Greg Kinnear, Elizabeth Banks, Kevin Conway, Michael Kelly, Nicoye Banks, Stink Fisher, Jack Kehler, Michael Rispoli

Retorico. E realistico. Com’è possibile? Semplice: i “tifosi”, del football americano come del calcio europeo, vivono di passione esagerata e la loro passione poggia su forme retoriche e su trasferimenti di istanze, personali e sociali. Il fatto che Core (ex direttore della fotografia, in “Daredevil” e “The Fast and the Furious” e ora al debutto come regista) racconti una “storia vera” non cambia il senso del film: se uno ce la mette tutta può farcela a risarcire certe proprie frustrazioni, può “trovare se stesso” e può rendere beneficiari gli altri, perfino un’intera città, del suo successo. Questo in generale. In particolare, qui si parla di sport professionistico, di Vince Papale (Wahlberg), barista trentenne tifoso dei Philadelphia Eagles, il quale, nel 1976, spinto dagli amici del bar, si presenta ad una selezione “disperata” dell’allenatore della squadra in crisi (Greg Kinnear nei panni del leggendario Dick Vermeil) e, da accanito supporter diventa giocatore di prima squadra. Una bella favola, che tutti vorrebbero vivere, specialmente i tifosi del football (e del calcio), che sono tanti e che amano la retorica della passione “sportiva”. Girato in modo convincente, per le fasi di gioco, per le sequenze della vita privata di Vince – il bar, la moglie che lo abbandona perché stanca della “povertà”, la ragazza che lo ama anche se tifosa dei Giants, le partitelle nel prato con gli amici, il rapporto affettuoso col padre – e per l’ambientazione negli anni ’70, il film si rivolge al pubblico trasversale, composto da persone “di fede”, analfabeti e scienziati, operai e professori, insomma tutti quelli per i quali la squadra del cuore semplicemente si ama, al di là delle differenze e delle diversità, gente che ama sognare e, insieme, vuole che il proprio sogno abbia i connotati della realtà.

Franco Pecori

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26 gennaio 2007