La complessità del senso
17 10 2017

Yu-Gi-Oh!

film_yu-gi-oh.jpgYu-Gi-Oh!

Ryosuke Takahashi, 2004

Animazione

 

I videogiochi finiranno per far risvegliare anche gli antichi faraoni? Ma quali faraoni d’Egitto?! Qui siamo in piena e massima integrazione tra fumetto, serie televisiva, videogame, carte da gioco e, per finire, cinema. Nato nel 1996 in Giappone, lo scherzetto per ragazzini è passato in Tv 5 anni dopo e adesso è sugli schermi casalinghi di 60 paesi, tradotto in 20 lingue. Il “Re delle carte” (Yu-Gi-Oh) è un liceale appassionato di storia antica, o meglio: fissatello nel trasformare in mostri vincenti e/o perdenti gli eroi di una non tanto precisata civiltà, regolata dal gioco delle carte. Yugi non è tanto bravo da vincere sempre, ma può contare sul suo “Altro Io” (in latino, Alter Ego), lui sì bravissimo e pronto a rispondere agli Help nei momenti più duri: si chiama Pharaoh (ecco l’Egitto, appunto) e “abita” appeso al collo di Yugi, nell’amuleto Millennium Puzzle. Da lì Yugi può attingere le energie speciali per vincere al gioco e salvare l’umanità. Si tratta di trovare la giusta combinazione di carte, ciascuna delle quali raffigura una creatura magica, più o meno forte. Il nemico principale è Anubis, egiziano che gli archeologi hanno risvegliato e che pare ce l’abbia con Yugi. Al fianco di Anubis, sfingi e mummie risorte.

 

Franco Pecori

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5 novembre 2004