La complessità del senso
24 09 2017

Intramontabile effervescenza

film-intramontabile_effervescenza.jpgElsa y Fred
Marcos Carnevale, 2005
China Zorrilla, Manuel Alexandre, Blanca Portilo, Roberto Carnaghi, José Angel Egido, Gonzalo Urtizberea, Omar Munoz, Carlos Alvarez Novoa, Federico Luppi.

Fred (Alexandre) ha 80 anni. E’ sempre stato un uomo discreto, senza vasti orizzonti. E adesso deve dare ancora prova di paziente sottomissione. Rimasto vedovo, la figlia gli impone di cambiare casa. Lei e suo marito sono impegnati in un’ improbabile piccola impresa e tentano di convincerlo a investire i propri risparmi. Fred è confuso e si mostra cedevole. Ma proprio di fronte alla sua nuova porta di casa un’altra porta si apre. La dirimpettaia (Zorrilla) è una donna invadente, energica. Entra nel suo dolore di vedovo e gli cambia la vita. Elsa, 82 anni, anche malata (ma non vuol farlo sapere) non si fermerà finché non avrà conquistato il cuore di Fred. Può sembrare la storia patetica di un amore senile, ma c’è un elemento in più che dà al risveglio dei sentimenti dei due la forza vitale sufficiente a far loro attraversare la soglia della fantasia: è il sogno, che Elsa ha sempre avuto, di ripetere un giorno in prima persona, la scena della fontana di Trevi nella Dolce vita di Fellini. Elsa, che da giovane somigliava ad Anita Ekberg, ha vissuto per decenni nella speranza/illusione di incarnare quel mito. E Fred s’innamora talmente di lei che, decidendo forse per la prima volta di testa propria, nega il prestito alla figlia e si regala, con Elsa, il fantastico viaggio a Roma. Ripeteranno che la scena della fontana. Tutto questo si svolge in un clima per nulla “pazzesco”, bensì verosimile e tenero, pur impregnato di sottile umorismo. Il regista argentino (il film è coprodotto in Spagna) riesce a farci sentire una specie di scambio tra due situazioni paradossali, l’una non meno irreale dell’altra e, insieme, non meno “sensata”, come appunto la sequenza della Dolce vita tra Mastroianni e la Ekberg e come la meravigliosa notte di Elsa e Fred nella Roma notturna. Sicché, il sorriso benevolo che più volte era affiorato durante la proiezione si trasforma nello spettatore un vero e proprio senso liberatorio e rappacificante verso ogni falsa improbabilità della vita. Sognare si può e forse si deve.

Franco Pecori

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26 gennaio 2007