La complessità del senso
24 11 2017

Troy

film_troy.jpgTroy

Wolfgang Petersen, 2004

Brad Pitt, Eric Bana, Orlando Bloom, Diane Krüger, Brian Cox, Peter O’Toole, Brendan Gleeson, Julie Christie, Garrett Edlund, Saffron Burrows.

 

«Cantami, o diva, del pelide Achille..»: lasciamo perdere. Quando si accosta un libro ad un film, si trascura troppo spesso quel non insignificante fattore che è la scrittura – che nel cinema diventa scrittura cinematografica, cioè un’altra cosa. Si lasci stare Omero e ci si goda questo Achille Pitt, bullo anarcoide, che dall’ Antichità piomba sul megaschermo e si lancia con espressione inconsapevole in sfide “giapponesi”, volteggiando nell’aere con energia tutta nuova. Ettore Bana non può farci niente, anche se buono, forte e coraggioso. Proprio nella nettezza senza sfumature del confronto Achille-Ettore sta la chiave del film, sfrontatamente post-moderna. La figura meschina di Paride Bloom è perfino superflua. La disponibilità di Elena Kruger imprigiona il ragazzo nell’impotenza di un amore vano, privo di meriti sensuali. Ciò che conta veramente, in questa “Storia infinita dell’Egeo”, è la violenza degli scontri di massa. Insieme alla furbizia dei potenti, il dolore degli eserciti costituisce il succo della storia. I dialoghi, didascalici allo stremo, sono esemplari. Priamo è irrimediabilmente vecchio. Bella la fotografia, si diceva una volta.

 

Franco Pecori

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21 maggio 2004