La complessità del senso
19 11 2017

Transporter: extreme

film_thetransporterextreme.jpgThe Transporter 2

Louis Leterrier, 2005

Jason Statham, Alessando Gassman, Amber Valletta, Kate Nauta, Matthew Modine, Jason Flemyng, François Berléand.

 

Indimenticabili. I denti di Gassman. Non si poteva rendere meglio il colpevole maleficio dell’affarismo al servizio della droga colombiana. Indimenticabili. Le prestazioni di Statham. Il “trasportatore”, continuando nella “filosofia” del primo film (Transporter, visto in Italia nel 2003), si fa “estremo”, soprattutto nell’azione, tanto efficacie e spettacolare da sconfinare nell’astratto. E il film della ditta Luc Besson (radici produttive francesi, fiori internazionali) è bello se sfila sulla passerella della fantasia. Come nell’arte astratta, e anche informale, le “figure” sullo schermo si liberano della sostanza realistica e sforano nell’allusività che porta all'”onnipotenza” dell’invenzione, della metafora libera. Gli antagonisti – Frank Martin, ex agente speciale ora “indifferente” all’oggetto da trasportare, e Gianni, l’italiano avido che aiuta la guerra biologica e la droga – darebberoil corpo al capolavoro se non mancasse il coraggio di non usare la morale più facile: chi non è contro il traffico della droga? Rischia così di andare in fumo la dote artistica dell’astrazione. E le gesta possono risultare “inverosimili”.

 

Franco Pecori

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25 novembre 2005