La complessità del senso
17 12 2017

Sideways – In viaggio con Jack

film_sideways.jpgSideways
Alexander Payne, 2004
Paul Giamatti, Thomas Haden Church,Virginia Madsen, Sandra Oh.

Giamatti continua a coltivare i suoi personaggi depressi. In American Splendor (Sundance e Cannes 2003), intristito nell’ufficio documentazione di un ospedale per veterani, subiva il confronto col successo improvviso di un suo amico, autore comico. Qui, restando in atmosfera “indipendente”, viene valorizzato dal Payne di A proposito di Schmidt per un “approfondimento” letterario, tra passione per il vino e disperata vita da insegnante medio con vocazione di romanziere. E anche qui, obliquamente, c’è un alter ego, stavolta vitale e scapestrato (Church). Il romanzo (autobiografico) di Miles non verrà mai pubblicato e il suo amico Jack dovrà rassegnarsi al matrimonio, dopo la settimana di addio al celibato passata insieme tra vigne ed enoteche. Bugiardo bambinone, Jack dà sfogo agli istinti con la sensuale Stephanie (Oh) e Miles, esistenzialista del vino, sfiora l’avventura seria con Maya (Madsen), cameriera filosofa. Lieve e fluido come un pezzo di jazz in 4/4 suonato con le spazzole, il film sfiora lateralmente la serietà – un po’ come le cose di Woody Allen, ma con minore furbizia e con un senso della vita più convincente. E’ il volto di un’America altra, proprio “sideways”.

 

Franco Pecori

Print Friendly

18 febbraio 2005