La complessità del senso
21 09 2017

Robots

film_robots.jpgRobots

Chris Wedge, 2005

Animazione: DJ Francesco (vc)

 

Strabiliante tecnologia. La frontiera si sposta di continuo in avanti. Ora vediamo un intero mondo di robot funzionare autonomamente, con un realismo assoluto. Tanto che si pensa all’utopia della “creazione” a propria immagine e somiglianza, mito inarrivabile dell’Uomo. Nel contenuto, nessuna novità sostanziale. A Robot City, il patron Bigweld («Se hai un bisogno, soddisfalo») è attaccato dal rampante Ratchet, che vuole la “rottamazione” totale dei vecchi automi. In mezzo al contrasto, il giovane inventore Rodney, figlio “rimediato” di un robot-lavapiatti. A Robot City troverà gloria e amore. Brillante e simpatico, il film, mentre si affida alle nuove tecniche digitali, sembra rifarsi, nello spirito, al più classico dinamismo dei cartoni targati Disney. Piacerà ai bambini e anche agli adulti, sempre pronti ad intavolare il dibattito – questa volta, il futuro della società automatizzata. Di sicuro, vediamo una tecnologia che “conferma” il mondo così com’è, situazioni, comportamenti, caratteri, problemi: come se, grazie al digitale, tutto il già visto e vissuto potesse ridiventare novità, in una specie di esercizio “creativo” della memoria. E in questo senso la famosa utopia rivive.

 

Franco Pecori

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25 marzo 2005