La complessità del senso
20 11 2017

Ricordati di me

film_ricordatidime.jpgRicordati di me
Gabriele Muccino, 2002
Fabrizio Bentivoglio, Laura Morante, Monica Bellucci, Silvio Muccino, Nicoletta Romanoff, Gabriele Lavia.

 

I mali del mondo restano fuori dal film. fame, guerra, religione: niente. Muccino lo dice: «Racconto quello che conosco». E allora teniamo fuori anche il dibattito: «Il dibattito no!». Il film comincia con un andamento documentario. La scena, i personaggi scelti secondo tipicità, quindi una serie di sequenze emblematiche, tra il frequentativo e lo stereotipo, rafforzano l’ idea che stiamo vedendo la vita molto verosimile, se non vera, di una famiglia della Roma media. Nido di insoddisfazioni, la cui radice sta nella vacuità delle aspirazioni, la famiglia di Muccino, genitori e due figli, non ha progetti sostanziosi, non ha ideali di riferimento. Adulti e ragazzi urlano la loro disperazione fittizia, come tanti nostri vicini, al piano di sotto o di sopra. Gli attori recitano bene, fanno ciò che il regista chiede loro. Il film è compiuto e definito, quasi recintato, nel suo stile massmediatico. Cinema e tv si danno la caccia, come cane e gatto rinchiusi in un box al buio. La borghesia che non c’è sembra l’eterno problema italiano, da Antonioni in poi. Qui si aggiungono i figli. Generazione perduta? Ricordati di me. Chi?

 

Franco Pecori

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14 febbraio 2003