La complessità del senso
20 11 2017

Red dragon

film_reddragon.jpgRed Dragon

Brett Ratner, 2002

Anthony Hopkins, Ralph Fiennes, Harvey Keitel, Anthony Heald,

Philip Seymour Hoffman, Mary Louise Parker, Edward Norton, Emily Watson.

 

Finito lo stupore per la terribile malvagità del protagonista dei due film dedicati al dottor Lecter (Il silenzio degli innocenti e Hannibal), ora con Red Dragon, che in realtà apre la trilogia, siamo condotti passo passo a comprendere le “ragioni” profonde di quella perversione cannibalesca. Niente di didascalico. Il film mantiene la tensione per tutta la durata. Con lucida trasparenza e rispettando il libro di Thomas Harris, il regista ci mette di fronte a quello che chiameremo lo specchio della verità. La maschera di Hopkins non è qui misteriosa, rafforza invece il valore simbolico di riferimento psicoanalitico. L’investigatore Fbi, Will Graham, si trasforma, per forza di cose, in “assassino”: è il prezzo che deve pagare per l’eliminazione del “male”. Vince, ma la vittoria non è così ovvia come in un normale thriller. Se ne deduce che identificarsi con il cattivo, averne coscienza, è indispensabile per combatterlo. Il cannibalismo è il massimo livello dell’identificazione. Il problema, che lasciamo allo spettatore, è se “leggere” con distacco o identificarsi; e fino a quale grado. Lettura impegnativa.

 

Franco Pecori

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25 ottobre 2002