La complessità del senso
20 11 2017

Quo vadis, baby?

film_quovadisbaby.jpgQuo vadis, baby?

Gabriele Salvatores, 2005

Angela Baraldi, Gigio Alberti, Claudia Zanella, Andrea Renzi, Elio Germano, Luigi Maria Burruano.

 

L’infanzia turbata dalla morte della madre (suicidio) e poi dai duri rapporti col padre “capitano” (Burruano), rapporti che tuttora perdurano, proietta in Giorgia (Baraldi) una strana inquietudine, che la rende curiosa sulla fine della sorella Ada (Zanella), “suicidatasi” a Roma 16 anni fa, dopo la contrastata fuga dalla famiglia. Giorgia, guarda caso, fa la detective nello stesso studio del padre. Quando un amico le fa avere una scatola di lettere e di vhs-diario di Ada, scatta l’indagine autobiografica. Un po’ italiano (fatti “privati”, di tipo “autobiografico”), un po’ americano (Detective story), il film si propone soprattutto come sperimentale. A cominciare dal titolo, che cita il Bertolucci dell’Ultimo tango, Salvatores esibisce impudicamente la sua ricerca stilistica (di Italo Petriccione la fotografia). Non è solo questione di riprese in digitale: è il mantenere in primo piano, rispetto alla narrazione, il valore stesso della scelta delle immagini e il problema del “fare film” inteso come “fare cinema”. Il risultato non è del tutto omogeneo, ma, in un certo senso, il regista si mette in questione, come al “primo film”.

 

Franco Pecori

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27 maggio 2005