La complessità del senso
16 12 2017

Prendimi l’anima

film_prendimilanima.jpgPrendimi l’anima
Roberto Faenza, 2002
Iain Glen, Emilia Fox, Craig Ferguson, Caroline Ducey, Jane Alexander, Michele Delega, Daria Galluccio. 

 

Lo sapevate che Stalin affossò le istanze rivoluzionarie di Lenin? E che perseguitò gli ebrei, psicoanalisti compresi? Probabilmente sì, ma un ripasso non può far male. E il merito del film di Faenza sembra soprattutto di aver recuperato nel quadro storico la vicenda “scabrosa” dell’amore tra lo psicoanalista Jung, allievo di Freud, e la giovane ebrea-russa, Sabina Spielrein, ricoverata inizialmente con una diagnosi di isteria. Sabina guarirà e diverrà psichiatra, responsabile di un asilo infantile in Russia. La psicoanalisi, vista come fumo negli occhi, fu bandita da Mosca nel 1936. Faenza ha cercato la verità sulla fine della Spielrein ed ha avuto la fortuna di scovare, ancora vivo, un suo ex alunno. Bravi gli attori, Iain Glen (Jung) ed Emilia Fox (Sabina), nel difficile compito di dare consistenza scenica al rapporto dei personaggi, così problematico nei risvolti scientifici. L’antica questione freudiana del transfert è sempre stata centrale nel dibattito psicoanalitico. Quanto alla struttura  narrativa del film, la finzione dei due giovani ricercatori sulle tracce di Sabina non appare necessaria per misurare il distacco del regista dalla materia.

 

Franco Pecori

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17 gennaio 2003