La complessità del senso
21 09 2017

Ocean’s Twelve

film_oceanstwelve.jpgOcean’s Twelve

Steven Soderbergh, 2004

George Clooney, Brad Pitt, Matt Damon, Catherine Zeta-Jones, Andy Garcia, Don Cheadle, Bernie Mac, Julia Roberts, Casey Affleck, Vincent Cassel.

 

In origine fu Sinatra (Colpo grosso, Milestone, 1960). Poi, nel 2001, Danny Ocean, cervello della grande rapina di gruppo, si veste da Clooney e, sotto la regia di Soderbergh (autore idolatrato dai frequentatori di festival), l’azione avventurosa s’intride d’un vago sentore di spettacolo alla moda, “consapevole”, “intelligente”. Grande goduria per la ciambella straricca col buco perfetto. E Soderbergh non ha ancora visto Roma. Vi si reca per “accompagnare” il film ed è colpo di fulmine. Detto fatto, il megacast di simpatici rapinatori si mette all’opera per dare un seguito al “colpo grosso”, in uno scenario europeo: Roma, Londra, Amsterdam. Terry Benedict (Garcia), padrone del casino di Las Vegas rapinato nel 2001, si vuole vendicare e a Danny non resta che riorganizzare il suo gruppo. Questa volta si gioca in Europa. Il film esibisce un continuo e gustoso (forse un tantino snob) confronto tra codici del genere commedia/poliziesco e l’umanità/verità dei personaggi. Si sentono battute come «Di chi è quella voce sexy molto primo Bond?». Degno di Soderbergh anche il finale, “infinito” nei suoi risvolti a sorpresa.

 

Franco Pecori

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17 dicembre 2004