La complessità del senso
23 09 2017

Niente da nascondere

film_nientedanascondere.jpgCaché

Michael Haneke, 2005

Daniel Auteuil, Juliette Binoche, Maurice Benichou, Annie Girardot.

Cannes 2005, Michael Haneke regia.

 

Georges/Auteuil è uomo consapevole. Intellettuale, borghese, parla di libri in Tv. Un giorno, esce sbadatamente di casa con la moglie Anne/Binoche, fa per attraversare la via e non vede un ciclista che sta per investirlo. Questi protesta per la disattenzione di Georges e lui se la prende, vuole aggredirlo. Il ciclista è di colore. Siamo in Francia. Scopriremo che il problema algerino esiste ancora, se non per la collettività, almeno nella coscienza individuale di qualcuno. Ed è un problema, dice il regista, che può avere anche connotati classisti. Premiato a Cannes per la regia, il film di Haneke (La pianista, Il tempo dei lupi) si presenta come un thriller che trova il senso sia nella sostanza del contenuto che nella struttura narrativa. Georges riceve una serie di misteriose videocassette, che documentano la sua vita quotidiana e provocano un’angoscia che rischia di mettere in crisi il rapporto con Anne. Ma dietro non c’è alcun killer. Georges dovrà cercare piuttosto nel proprio passato e troverà un figlio di braccianti algerini nella campagna dei suoi genitori. Coerente l’uso insistito delle voci fuori campo, per quello che potremmo chiamare un thriller della coscienza.

 

Franco Pecori

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14 ottobre 2005