La complessità del senso
23 09 2017

Nessun messaggio in segreteria

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Paolo Genovese, Luca Miniero, 2005
Pierfrancesco Favino, Carlo Delle Piane, Lorenza Indovina, Valerio Mastandrea, Anna Falchi, Nicole Murgia.

 

«La gente litiga, piange, soffre…mica per amore: per mancanza di talento». La commedia comincia così, col commento di Sonia (Falchi), la spogliarellista. A chi è rivolta la provocazione? Il tema vero sembra la timidezza esagerata di Piero (Favino). IL compito che il pensionato 70enne Walter (Delle Piane) si dà, di aiutare Piero a vivere (per ogni giovane che lavora c’è un anziano che sta in pensione), è solo un pretesto sociologico. Ed è l’occasione di un ruolo leggero per il bravo attore. I due registi, che passano al lungometraggio dalla pubblicità, riescono meglio nelle sequenze brevi, dove prevale la battuta brillante, l’allusione secca, il sottinteso tematico legato ai caratteri. Sono meno convincenti quando il film si dispiegherebbe in un racconto più cadenzato. Ben tratteggiata la situazione di Francesca (Indovina), operatrice ecologica, e di sua figlia Sara (Murgia), esempio di famiglia non borghese in embrione, due persone ben disposte alla semplice felicità. Mastandrea è utilizzato per una trovata un po’ forzosa, che lo vede nei panni di un immaginario Piero, sdoppiato in un ragazzo senza complessi.

 

Franco Pecori

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6 maggio 2005