La complessità del senso
20 11 2017

La regola del sospetto

film_laregoladelsospetto.jpgThe Recruit

Roger Donaldson, 2003

Al Pacino, Colin Farrell, Gabriel Macht, Bridget Moynahan.

 

Il sospetto come valore. «Niente è ciò che sembra»: è più di una regola, è il principio su cui si fonda il giusto comportamento di ciascun agente della Central Intelligence Agency, CIA. Non per soldi, sesso, fama, ma per una causa giusta. Questa è la ragione che muove la scelta. Lo insegna Walter Burke (Pacino) alla recluta James Clayton (Farrell) sin dal primo giorno di addestramento. E tutto è un test. Burke svolge l’incarico di reclutatore con la perfetta perfidia del super-agente e Clayton, entrato nel gioco, rischia la propria identità profonda. Lo svolgimento del thriller è abbastanza normale, rispettoso del genere, compresa la “complicazione” dovuta all’intreccio amoroso tra colleghi di addestramento. Ma c’è qualcosa in più. A parte la bravura di Pacino (prestazioni a mitraglia, negli ultimi tempi), la dimensione psicologica supera la portanza della trama e anche dell’intento “documentario” sul funzionamento e sull’efficienza dell’Agenzia. Il racconto della scelta e della preparazione dei nuovi reclutati si sposta infatti sul piano di una sfida assoluta, in una tensione decisiva tra rispetto delle regole e conoscenza dei propri confini interiori. E allora si va ben oltre la CIA, in una dimensione universale.

 

Franco Pecori

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28 marzo 2003