La complessità del senso
19 11 2017

La ragazza della porta accanto

film_laragazzadellaportaaccanto.jpgThe Girl Next Door

Luke Greenfield, 2004

Emile Hirsch, Elisha Cuthbert, Timothy Olyphant, James Remar,

Chris Marquette, Paul Dano.

 

Al secondo lungometraggio, l’americano Greenfield utilizza ancora la chiave del paradosso per proporre una commedia provocatoria, a tratti piacevole. Nel primo film, Animal, potevamo vedere che, in sostanza, siamo un po’ tutti animali, mentre qui la “ragazza della porta accanto” (da non confondere con la “signora” di Truffaut) ci riserva una sorpresina “sconcia”, che alla fine si rivelerà salutare per il giovane protagonista, studentello primo della classe quanto inesperto in amore. A dirla in poche parole, la strategia è semplice: per un amore vero, cioè una vera esperienza di vita, si può rischiare tutto. Può valerne la pena. In questo caso, lo studente timido rischia la borsa di studio per l’università. Il ragazzo si butta e la ragazza pornostar (è la sorpresa) sarà l’amore per cui la pena sarà valsa. In concreto, il film non è così lineare. Un po’ sexy patinato, un po’ avventura adolescenziale, persino un po’ thrilling, sembra cambiare obbiettivo in corso d’opera, più volte. Come se in uno Scandalo al sole arrivasse un Forman a dirci che è solo una gabbia di matti (il “nido del cucculo”).

 

Franco Pecori

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3 dicembre 2004