La complessità del senso
24 09 2017

La mia vita senza me

film_lamiavitasenzame.jpgMi vida sin mi

Isabel Coixet, 2003

Sarah Polley, Maria De Medeiros, Deborah Harry, Amanda Plummer, Mark Ruffalo, Scott Speedman, Leonor Watling.

 

Cinema di poesia. Piccole situazioni ricche di dettagli, senza risparmio di senso; una storia triste e dolce, di una giovane donna che si trova improvvisamente a sentire sua la vita che non vivrà. Non vivrà per più di due o tre mesi. Ann (Polley) è giovane, ha due bambine e un marito senza lavoro fisso. Lei ha un impegno notturno, le pulizie all’Università. Avrebbe voluto studiare, ma il padre è in prigione da molti anni. Vivono in una roulotte alla periferia di Vancouver con la famigliola. E non si sente una Cenerentola. Due o tre mesi di vita, dice il medico ad Ann. Non è incinta, ha un tumore. Lo specialista non ha il coraggio di guardarla di fronte. Lei gli chiede una caramella. Le sembra buonissima, “un po’ forte, ma buona”. Ann soffre, ma non si deprime. In silenzio si gode i giorni che non ha mai goduto, le piccole occasioni, l’incontro con un amore che non è tradimento. I sentimenti li sente come veri, autentici: «Non hai mai visto te stessa – si dice – come una di quelle persone che amano guardare la luna». La regista sembra lasciar fare, attentissima, invece, alle minime sfumature di poesia che il suo film le offre.

 

Franco Pecori

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6 febbraio 2004