La complessità del senso
22 09 2017

La maschera di cera

film_lamascheradicera.jpgHouse of Wax

Jaume Collet-Serra, 2005

Elisha Cuthbert, Brian Van Holt, Chad Michael Murray, Paris Hilton, Jared Padalecki, Jon Abrahams, Robert Ri’chard.

 

Tutto risale al 1974, quando Vincent era legato al seggiolone dai genitori. Ma non è questo il valore del film. Molto più di una maschera, la cera è elemento fondante (e fondente) di un’apocalisse orrorifica, tanto orribilmente spettacolare da coprire, alla lettera, il volto psicologico della storia, la molla recondita (ma nemmeno tanto) della malvagia perversione dei mostri protagonisti. Si comincia in modo banale, sembra. Una gita di ragazzi che vanno a vedere una partita. L’introduzione è un po’ lenta, con la presentazione dei caratteri e della situazione. Ma poi si va velocemente verso l’abisso. Tutto quello che sembrava ovvio e scontato diviene fonte di apprensione. Gesti e modi dei personaggi, i loro piccoli problemi di relazione, sono esibiti con una semplicità esagerata per essere “vera”. Sentiamo che stanno per arrivare cose molto strane. Lo scenario si fa sempre più tetro, i ragazzi si ritrovano “prigionieri” in un villaggio fantasma. E si scatena una serie progressiva di impatti violenti, degni dell’horror più aggiornato sulle tecnologie d’avanguardia. La cera si scioglie…

 

Franco Pecori

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27 giugno 2005