La complessità del senso
18 11 2017

La fiera della vanità

film_lafieradellavanita.jpgVanity Fair

Mira Nair, 2004

Reese Whiterspoon, Eileen Atkins, Jim Broadbent, Gabriel Byrne, Romola Garai, Bob Hoskins.

 

Londra 1802. La piccola orfana Becky Sharp, figlia di un pittore, sta per prendere il volo verso il riscatto dalla propria condizione. La chiameranno “la governante opportunista”, perché non accetterà mai di restare fuori dalla società che conta. La regista indiana Mira Nair è tornata lo scorso anno a Venezia, dopo il Leone d’oro del 2001 (Monsoon Wedding, Matrimonio indiano), con un filmone tratto dal romanzo di William Makepeace Thakeray (1847). La Nair rilegge Thakerayy in chieve modena e fa di Becky una “femminista”. In effetti, anche se siamo in era romantica, la ragazza non è certo tutta languori. Si muove lucidamente, perseguendo il suo scopo con intelligenza. E la Whiterspoon è brava nel ruolo. Ma il film va oltre questo tema, per rappresentare, anche con spirito, una società in evoluzione. E la regia è particolarmente “vera” quando l’obiettivo si sposta in India, durante il percorso di Becky all’inseguimento del successo nella scala sociale.

 

Franco Pecori

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11 marzo 2005