La complessità del senso
18 10 2017

La diva Julia

film_ladivajulia.jpgBeing Julia

István Szabó, 2005

Annette Bening, Jeremy Irons, BruceGreenwood, Miriam Margolyes, Juliet Stevenson, Shaun Evans, Michael Gambon.

 

«Non lasciare che il mondo di fuori contamini il tuo dono». Julia Lambert, attrice diva, ha il teatro nel sangue e ascolta la “voce” che le suggerisce di non uscire mai dalla “scena”. Tratto dal romanzo di W. Somerset Maugham, il film dell’ungherese Szabo (Mephisto, Oscar 1981) mostra e dimostra l’essenza del teatro, svolgendo -per così dire- alla nostra presenza il tema di “finzione e realtà”, grazie anche alla intelligente interpretazione di Annette Bening, doppiata argutamente da Mariangela Melato. Londra, anni Trenta. Julia/Bening (fusione perfetta) rappresenta in modo esemplare la valenza drammatica del gioco scena-realtà. La diva domina se stessa e ciò che le sta attorno, copioni e amori compresi, finché fattori “esterni” non la chiamino a confrontarsi con la “vita”. Quando un giovane spudorato la tradisce, “raccomandandole” un’attricetta, la diva, costretta a misurarsi con la meschinità “vera”, fa ricorso alle sue risorse più profonde e specifiche, recuperando la dimensione scenica, solo per un momento smarrita, e sfoderando una beffa risolutiva, finale. Inutile sottolineare il cast regale.

 

Franco Pecori

Print Friendly

10 giugno 2005