La complessità del senso
23 09 2017

La damigella d’onore

film_ladamigelladonore.jpgLa demoiselle d’honneur

Claude Chabrol, 2004

Laura Smet, Benoit Magimel, Aurore Clément,  Isolde Barth, Solene Bouton Jacqueline Cassard, Thomas Chabrol.

 

Rispettoso del giallo di Ruth Rendell, Chabrol non dimentica certo se stesso. La storia di Senta, la damigella d’onore che al matrimonio di Philippe fulmina lo sposo con la sua passione irresistibile e gli chiede poi di uccidere uno sconosciuto come prova d’amore, produce, nelle mani del regista francese, una strana suspense. Chabrol è nato nel 1930 e il suo, oggi, è un raro esempio di cinema “antico”. Ovviamente non è una parolaccia. I nuovi “maestri” sono tanti, ma l’antica lezione resta. Il film, fuori concorso a Venezia nel 2004, conferma l’arte di Chabrol, di costruire una suspense non meccanica, di creare nello spettatore la sensazione precisa che, proprio mentre sembra che non stia succedendo niente, qualcosa succeda. Un qualcosa di misterioso, una specie di angoscia che viene dalla verosimiglianza del racconto e, insieme, da una certa tensione paradossale, coinvolge il destino dei personaggi. A visione ultimata, ci si rende conto che Senta (perfetta Smet) è una psicopatica. Ma durante il film, si era presi dall’ombra del dubbio (Hitchcock).

 

Franco Pecori

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23 settembre 2005