La complessità del senso
24 11 2017

Il ladro di orchidee

film_illadrodiorchidee.jpgAdaptation

Spike Jonze, 2003

Nicolas Cage, Meryl Streep, Chris Cooper, Tilda Swinton, Cara Seymour.

 

Il titolo originale, Adaptation, può giovare a centrare il tema del film, un tema non facile, di non immediata definizione. Ogni racconto è sempre un po’ autobiografico, si sa. Il fatto che qui il protagonista sia uno sceneggiatore che per risolvere la propria crisi di ispirazione inserisce se stesso nella vicenda non sarebbe una grande novità. La storia è quella di Charlie Kaufman (Cage), già autore della sceneggiatura di Essere John Malkovich, al quale viene chiesto di adattare per lo schermo il libro di Susan Orlean (Streep), Il ladro di orchidee. La crisi di Charlie è dovuta un po’ al la sua situazione interiore (timidezza, rapporti difficili con le donne), ma specialmente al testo da cui deve partire. L’ossessione di “rubare” le orchidee più rare nelle paludi della Florida è difficile da rappresentare, inquanto astratta, metaforica in partenza. Riflette infatti la voglia più generale, che ha spinto la stessa Susan a scrivere la biografia del “ladro”, di sperimentare il mistero della passione. Nella doppia parte, di sé e del gemello Donald (sceneggiatore “scolastico” e di fulmineo successo), il bravissimo Cage interpreta il problema da “estremista” dell’estetica. E la commedia precipita in dramma in un finale paradossale.

Franco Pecori

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28 febbraio 2008