La complessità del senso
21 09 2017

Awake – Anestesia cosciente

film_awake.jpgAwake
Joby Harold, 2007
Hayden Christensen, Jessica Alba, Lena Olin, Terrence Howard, Christopher McDona cardiologold, Fisher Stevens, Georgina Chapman, Denis O’Hare, Sam Robards.

Leva il cuore, metti il cuore. Il trapianto per Clayton Beresford Jr. (Christensen) diventa un vero e proprio supplizio. Il giovane, ricco bello e felicemente fidanzato con Samantha (Alba), si è fidato di Jack (Howard), l’amico cardiologo e, contro il parere di sua madre Lilith (Olin), si è disteso sul lettino della sala operatoria. Un terribile inganno gli è stato preparato. Ma i malvagi non hanno calcolato che, in un certo numero di casi statisticamente rilevante, l’anestesia non funziona come dovrebbe. Il paziente, pur paralizzato, resta cosciente e sente ed ascolta tutto. Anche lo spettatore. Il regista, al suo primo film, carica il cinema di quell’onnipotenza ingenua che apparteneva ai primordi e di cui oggi non si sente più il bisogno. Lo spettatore può benissimo fare da solo, può immaginare, è sufficiente un “suggerimento”. Invece Harold mette in scena un “doppio” di Clay e lo fa muovere e vivere come un fantasma o come un sonnambulo che vive in parallelo le sensazioni che il paziente anestetizzato prova senza tuttavia poterle realizzare. La suspence cade, l’attenzione è deviata sul versante della banalità di una fiction televisiva: «Lo stiamo perdendo, lo abbiamo perso», ecc. E in sostanza, non potendo dire di più giacché si tratta pur sempre di genere thriller, diremo che il tema centrale diventa lo scambio di ruoli buoni-cattivi. Banale scoperta e banale “denuncia” perché non supportata dal piano espressivo, che è risolto con un’invenzione macchinosa e debole. Però, se vi piace stare in sala operatoria, come a tanti teleappassionati di finzioni medicinali, potete anche godervela.

Franco Pecori

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14 novembre 2008