La complessità del senso
22 09 2017

Black Book

film-blackbook.jpgBlack Book
Paul Verhoeven, 2006
Carice van Houten, Thom Hoffman, Halina Reijn, Sebastian Koch, Christian Berkel, Waldemar Kobus, Michiel Huisman, Derek de Lint.

1957. Rachel vive in un kibbutz, in Israele. Insegna ai bambini. Ancora giovane e bella, ricorda la sua storia del tempo di guerra. Era una cantante in Germania. Nel ’44 si rifugiò in Olanda. La aiutarono esponenti della resistenza e, con il nome di Ellis De Vries, si infiltrò come spia tra i nazisti, dopo aver visto trucidata la propria famiglia in un agguato. Qualcuno aveva tradito. Rachel non si rassegnerà mai e continuerà la caccia al traditore, ma verrà accusata dagli stessi partigiani per i suoi rapporti col famigerato ufficiale tedesco Ludwig Muntze. Si salverà grazie ad un misterioso libretto nero, con le prove di sporchi giochi trasversali. Passato in concorso a Venezia e a Toronto, il film di Verhoeven, regista che aveva già trattato il periodo nazista (Soldato d’Orange, 1979) prima di trasferirsi a Hollywood (L’amore e il sangue, Robocop, Basic Instinct), è uno strano ibrido di kolossal e thriller in ambiente bellico. Azione, scene di massa e drammi personali convivono in una visione estetica che sarebbe alquanto originale se non fosse intrisa di soluzioni stereotipe. Il che contrasta con la provenienza del soggetto, “da una storia vera”. Spicca comunque la bravura di Carice van Houten, attrice di valore assoluto.

Franco Pecori

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2 febbraio 2007