La complessità del senso
21 09 2017

Danny the Dog

film_dannythedog.jpgDanny the Dog
Louis Leterrier, 2005
Jet Li, Morgan Freeman, Bob Hoskins, Kerry Condon, Andy Beckwith.

La mamma, orientale, era una brava pianista. Amava molto il suo piccolo Danny. Ma l’Orco cattivo le stroncò la vita e allevò Danny come un cane. Gli mise un collare e gli ordinò di massacrare a comando ogni “nemico” che lui gli indicasse. Danny, “ragazzo selvaggio”, non sapeva niente del mondo. Solo violenza e sangue. Ma un giorno, per caso, incontrò un vecchio accordatore di pianoforti, cieco, il quale, insieme alla figlia pianista, lo accolse con l’amore che si ha per un bimbo ai primi passi. E le note del piano fecero il miracolo. Danny sentì uno strano richiamo. La fiaba è tanto dolce quanto l’Orco è cattivo. In una Scozia infernale, nei cui scantinati si svolgono terribili lotte di “gladiatori” clandestini, Danny, schiavo del suo padrone, ha una riserva di “ingenuità” sufficiente per salvarsi. Certo, la maestria nelle arti marziali lo aiuta, ma è l’irresistibile attrazione per la musica (per la madre) a riportarlo in sé, a resuscitarlo. Una serie di azioni violentissime avranno valore liberatorio anche per lo spettatore, che, all’uscita della fiaba, troverà il mondo un po’ meno “cattivo”. Sceneggiato da Luc Besson, il film esibisce una forte carica metaforica, catartica verso le aggressioni della vita.

Franco Pecori

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10 giugno 2008