La complessità del senso
21 09 2017

The Blues: Dal Mali al Mississippi

film_thebluesdalmalialmississippi.jpgThe Blues: From Mali to Mississippi
Martin Scorsese, 2003
Sam Carr, Toumani Diabaté, Corey Corey, Salif Keita, Abib Koité, Taj Majal, Pat Thomas, Ali Farka Touré, Othar Turner, Dick Waterman.

Il Blues, che tutti credono di conoscere, è alla radice della musica americana contemporanea e quindi della musica del Novecento in generale. Tutto ciò che ascoltiamo, a tutti i livelli, ha a che fare col Blues. Custodire l’eredità di questa musica è lo scopo della serie di film organizzata da Martin Scorsese nell’anno, il 2003, dedicato dagli Stati Uniti proprio al Blues. Il progetto consiste in 7 film, realizzati da altrettanti registi, che ripercorrono, con materiali documentari e con invenzioni creative la storia del Blues. Il film di Wenders, “The soul of a man”, ha rappresentato il progetto a Cannes. E Venezia ha programmato, fuori concorso, i film di Scorsese, Figgis, Levin e Pearce. Molto bello il “viaggio” di Scorsese, dal Mali al Mississippi, che ci riporta ai primordi, con registrazioni emozionanti e con interviste che valgono più di tanti studi “scientifici”. Dice uno dei vecchi musicisti: il Blues è sofferenza d’amore, nient’altro. Un altro suona il piffero di canna al ritmo del tamburo. Musica rara. “Oggi, dice, sono gli strumenti a suonare, prima dovevi suonare tu”. E tutti sottolineano quella che sembra la cosa veramente importante: l’origine africana. A differenza di Wenders, Scorsese resta più ancorato ai materiali documentari, rispettando i personaggi nella loro essenza umana originaria, traducendo quasi fisicamente lo spirito musicale delle immagini di repertorio e delle interviste in una sorta di concerto miracoloso.

Franco Pecori

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10 ottobre 2003