La complessità del senso
23 11 2017

Le quattro piume

film_lequattropiume.jpgThe four feathers
Shekhar Kapur, 2002  
Heath Ledger, Wes Bentley, Kate Hudson, Djimon Hounsou, Michael Sheen.

Seconda metà dell’800. Gli arabi sudanesi si ribellano ai dominatori britannici. Assedieranno Khartoun fino alla sua caduta. Da Londra parte il reggimento di Harry e Durrance, amici per la pelle. Ma Harry, il più valoroso, preso dal dubbio, resta accanto a Kate, la sua fidanzata. E si vede arrivare in una busta 4 piume, simbolo di codardia. Harry non regge. Partirà in soccorso dei suoi amici nel deserto. Intanto, Kate scrive lettere a Durrance, che però resta accecato da un colpo di fucile. Il drammone romantico si svolge nel pieno rispetto del genere. Ogni film storico è sempre un documentario su come si fa un film storico. Si tratta di vedere in che senso queste “piume” ci raccontano la storia. Vediamo Heath, Wes Bentley e Kate Hudson e pensiamo a The Patriot, ad American Beauty e a Quasi famosi. Sarà un peccato? No. E’ il prezzo del cinema, dove le immagini si legano. E se il richiamo dell’immaginario attinge alla grande riserva dei “sentimenti” la Storia può farsi da parte. E vivano le “attrazioni” della battaglia cruenta nel deserto, battaglia “americana” tra arabi e inglesi. Volendo, poi, si può leggere anche in chiave ironica l’improvvisa cecità di Durrance. E sarà un giusto tocco di humor.

Franco Pecori

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31 ottobre 2002